Come trovare il proprio metodo di studio?

Consigli utili per trovare il proprio metodo di studio

Il pri­mo pas­sag­gio fon­da­men­ta­le per miglio­ra­re il pro­prio stu­dio è voler­lo fare e accet­ta­re il fat­to che ci vuo­le tempo. 

Non è scon­ta­to ave­re la moti­va­zio­ne per intra­pren­de­re que­sta ricer­ca. Per gli stu­den­ti più gran­di, che fre­quen­ta­no l’università, è più faci­le com­pren­de­re che affi­na­re gli stru­men­ti di stu­dio pro­cu­ra un imme­dia­to bene­fi­cio per il rag­giun­gi­men­to del­la laurea. 

Diver­sa­men­te stu­den­ti più gio­va­ni dif­fi­cil­men­te sen­to­no que­sta neces­si­tà. Per la loro età, e per la dif­fi­col­tà intrin­se­ca a riflet­te­re su loro stes­si, vivo­no, per­lo­più, secon­do abi­tu­di­ni di stu­dio radi­ca­te da tem­po, e non sem­pre fun­zio­na­li. Sono i geni­to­ri che, intel­li­gen­te­men­te, affron­ta­no la que­stio­ne e cer­ca­no qual­cu­no che pos­sa aiu­ta­re i loro figli a tro­va­re il pro­prio meto­do di stu­dio. Que­sto biso­gno, evi­den­zia­to dai geni­to­ri, spes­so va oltre la richie­sta di otte­ne­re buo­ni risul­ta­ti sco­la­sti­ci ma, piut­to­sto, pro­vie­ne dal­la con­sa­pe­vo­lez­za che loro figlio ha del­le poten­zia­li­tà in nuce da svi­lup­pa­re e dall’ulteriore con­sa­pe­vo­lez­za che strut­tu­ra­re con soli­di­tà un meto­do di stu­dio, por­ta lontano. 

Una vol­ta affron­ta­to que­sto pri­mo momen­to, deci­sio­na­le, si comin­cia a lavo­ra­re per tro­va­re il pro­prio meto­do di studio.

Come si trova il proprio metodo di studio?

Secon­do l’approccio che seguo da anni, non si trat­ta di for­ni­re allo stu­den­te una par­ti­co­la­re tec­ni­ca, un deter­mi­na­to meto­do o rou­ti­ne sta­bi­li­ta aprio­ri­sti­ca­men­te. Piut­to­sto si trat­ta di un lavo­ro sui pro­ces­si che ha l’obiettivo di for­ni­re innan­zi­tut­to con­sa­pe­vo­lez­za degli stru­men­ti già pos­se­du­ti, e poi, favo­ri­re la capa­ci­tà di modi­fi­car­li in fun­zio­ne degli obiet­ti­vi. Per tro­va­re il pro­prio meto­do di stu­dio, e non limi­tar­si ad impa­ra­re pas­si­va­men­te una tec­ni­ca, biso­gna intra­pren­de­re un lavo­ro di esplo­ra­zio­ne e valo­riz­za­zio­ne del­le pro­prie risor­se, svi­lup­pan­do capa­ci­tà cri­ti­ca e capa­ci­tà di discer­ni­men­to. Una ricer­ca appas­sio­nan­te che coin­vol­ge la per­so­na e sti­mo­la le sue facol­tà. Suc­ces­si­va­men­te ben ven­ga l’apertura a tec­ni­che spe­ci­fi­che e alle espe­rien­ze di altri meto­di e per­cor­si strutturati. 

Cos’è un metodo di studio?

Un meto­do di stu­dio è l’applicazione pra­ti­ca di un insie­me com­ples­so di pro­ces­si che coin­vol­go­no la per­so­na. Non con­si­de­ro il meto­do di stu­dio solo un insie­me di tec­ni­che (memo­riz­za­zio­ne, appun­ti, map­pe cogni­ti­ve), per­chè pen­so sia una visio­ne mol­to par­zia­le che non tie­ne con­to di tut­ti quei fat­to­ri che ci per­met­to­no, o non ci per­met­to­no, di appli­car­le. Fat­to­ri sovraor­di­na­ti e tra­sver­sa­li che van­no osser­va­ti. Cer­to non è com­pi­to di un inse­gnan­te lavo­ra­re su que­sto ulti­mo aspet­to, che com­pe­te ad uno psi­co­lo­go, ma è neces­sa­rio che si cono­sca­no per poter ave­re una visio­ne del­la com­ples­si­tà che sta alla base del­lo studio. 

Imma­gi­nia­mo che una tec­ni­ca, come la crea­zio­ne di map­pe cogni­ti­ve, sia sem­pli­ce­men­te un uten­si­le nel­le nostre mani. Imma­gi­nia­mo che sia come una pen­na che ci per­met­ta di scri­ve­re. Per poter effet­ti­va­men­te scri­ve­re abbia­mo biso­gno, oltre che del­la pen­na, anche di una idea di cosa scri­ve­re, ma non basta anco­ra per­ché dob­bia­mo anche ave­re voglia di scri­ve­re. Dob­bia­mo poi tro­va­re il tem­po per far­lo e con­si­de­ra­re di che umo­re sia­mo, per­chè cam­bie­rà signi­fi­ca­ti­va­men­te il tono del­la nostra espressione. 

Un meto­do di stu­dio non è la map­pa cogni­ti­va, la tec­ni­ca di memo­riz­za­zio­ne, la capa­ci­tà di pren­de­re appun­ti ma è la per­so­na, nel­la sua inte­rez­za, che sa usa­re tut­ti gli stru­men­ti neces­sa­ri per rag­giun­ge­re il suo sco­po. E se non li dispo­ne, sa pro­cu­rar­se­li. E pos­sie­de una visio­ne stra­te­gi­ca e pro­spet­ti­ca di quel­lo che sta facen­do ed è suf­fi­cien­te­men­te abi­le nel valu­ta­re la pro­pria moti­va­zio­ne e poter­la ali­men­ta­re quan­do necessario.

Un meto­do di stu­dio è l’elemento ulti­mo, di sin­te­si, dell’insieme del­le stra­te­gie, del­le tec­ni­che, del­le impli­ca­zio­ni emo­ti­ve e moti­va­zio­na­li che deter­mi­na­no la capa­ci­tà del­la per­so­na di agi­re e con­se­gui­re il pro­prio scopo. 

Perché è importante?

Per un adul­to è impor­tan­te tro­va­re sod­di­sfa­zio­ne nel pro­prio lavo­ro, esse­re in gra­do di rea­liz­za­re i pro­pri obiet­ti­vi, sen­tir­si capa­ce. Per otte­ne­re que­sto fa affi­da­men­to a stru­men­ti cogni­ti­vi e capa­ci­tà di auto­re­go­la­zio­ne che lo pos­so­no aiu­ta­re. Svi­lup­pa dei meto­di, ossia degli sche­mi, che gli per­met­to­no di progredire. 

Per un ragaz­zo è impor­tan­te ave­re un meto­do per­ché è l’elemento su cui può fare leva per miglio­ra­re il pro­prio stu­dio e otti­miz­za­re i suoi risul­ta­ti. Come l’adulto, anche il ragaz­zo, ha biso­gno di trar­re sod­di­sfa­zio­ne e pia­ce­re dal pro­prio lavo­ro di stu­den­te, ave­re un meto­do potreb­be faci­li­tar­lo nel rag­giun­ge­re que­sto tra­guar­do. Natu­ral­men­te non basta per­ché esi­ste una com­po­nen­te, lega­ta alla pro­pria sod­di­sfa­zio­ne, che appar­tie­ne ad ambi­ti più com­ples­si come le rela­zio­ni e le aspet­ta­ti­ve degli altri su di noi. Ma riflet­te­re sul pro­prio meto­do può esse­re comun­que uno spun­to di rifles­sio­ne per doman­dar­si come otti­miz­za­re il pro­prio stu­dio ed avvi­ci­nar­si a quel­lo che ci sia­mo pro­po­sti di raggiungere.

Qual è il miglior metodo di studio?

Padro­nan­za, con­sa­pe­vo­lez­za e dut­ti­li­tà come base per valu­ta­re un meto­do di stu­dio che fun­zio­ni. Padro­nan­za degli stru­men­ti che lo com­pon­go­no, un con­cet­to che non impli­ca sola­men­te una cono­scen­za teo­ri­ca ma anche una pra­ti­ca suf­fi­cien­te­men­te lun­ga che sia in gra­do di pro­dur­re un’esperienza di erro­ri e di rifles­sio­ne su essi. Con­sa­pe­vo­lez­za, ovve­ro capa­ci­tà di ren­der­si con­to cosa si sta facen­do. Qual­sia­si stu­den­te con alle spal­le alme­no alcu­ni anni di stu­dio pos­sie­de un meto­do, pos­sie­de del­le stra­te­gie e agi­sce in base a dei pro­ces­si. Ma quan­to è con­sa­pe­vo­le di tut­to que­sto? Natu­ral­men­te l’età non sem­pre per­met­te di pren­de­re con­sa­pe­vo­lez­za, ma que­sta atten­zio­ne può esse­re svi­lup­pa­ta. Infi­ne dut­ti­li­tà, come espres­sio­ne di intel­li­gen­za capa­ce di modi­fi­ca­re stru­men­ti, stra­te­gie e com­por­ta­men­ti in base a dif­fe­ren­ti cir­co­stan­ze. Uno stu­den­te che pas­sa del­le medie alle supe­rio­ri, o dal­le supe­rio­ri all’università, vie­ne mes­so alla pro­va nel­le sue capa­ci­tà di adat­ta­men­to ad ambien­ti nuo­vi che richie­do­no nuo­ve sfi­de. Il miglior meto­do for­se non esi­ste, è sem­pli­ce­men­te l’insieme di stru­men­ti, stra­te­gie e atti­tu­di­ni che in quel dato fran­gen­te con­sen­to­no di avvi­ci­nar­si in modo otti­ma­le al pro­prio obiettivo.

Come sviluppare un metodo di studio?

Data come pre­mes­sa che un meto­do di stu­dio è il pun­to di arri­vo di un per­cor­so che svi­lup­pa stru­men­ti, stra­te­gie e tie­ne in con­si­de­ra­zio­ne i pro­ces­si che ci gui­da­no, per svi­lup­pa­re un meto­do di stu­dio è neces­sa­rio evi­ta­re un approc­cio super­fi­cia­le che miri sola­men­te a svi­lup­pa­re pas­si­va­men­te una tec­ni­ca. Poi è neces­sa­rio intra­pren­de­re un per­cor­so con un pro­fes­sio­ni­sta esper­to, ave­re la pazien­za di lavo­ra­re per un cer­to perio­do di tem­po, ave­re la voglia di sco­prir­si e migliorarsi.

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